Ieri Digg e’ rimasto offline per diverse ore perche’ stava per introdurre numerose novità sul piano “sociale”. Oggi è tornato perfettamente online: tutte le novità riguardano la possibilità di interagire con i propri amici. Innanzitutto sono stati migliorati i profili degli utenti, e ora è possibile crearsi una propria “About me area” nella quale inserire le proprie informazioni con link alle proprie pagine web personali.
Altra novità è la possibilità di crearsi una lista di amici invitando persone presenti nella propria lista contatti in posta elettronica (sono supportati Gmail, Yahoo Mail, Hotmail, AOL o Outlook). A proposito di amici, poi, dal proprio profilo è possibile monitorare l’attività degli altri (cosa votano, cosa inseriscono) e sono state inserite anche le possibilità di mandare messaggi agli altri utenti e di crearsi una propria galleria fotografica.
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In punta di piedi Google oggi ha lanciato un servizio per il social bookmarking, cioè per salvare e condividere link a contenuti che riteniamo interessanti, siano essi pagine web, immagini o video.
Google Shared Stuff permette di condividere link e renderli pubblici, grazie ad un bookmarklet, ed una pagina web che raccoglie tutto quello che viene salvato: un pulsante “share” comincerà a breve ad apparire sulle pagine di Google e, probabilmente, verrà concessa come possibilità da aggiungere alle proprie pagine.
Il bookmarklet altro non è che un link da mettere tra i propri preferiti, che, grazie ad un pò di javascript, vi aprirà una finestra che permetterà di segnalare la pagina che state visitando: il sistema sembra ancora un pò lento nel caricamento, ma permette in questo modo una compatibilità con qualsiasi browser.La finestra di inserimento offre la possibilità di utilizzare, oltre a Shared Stuff e all’email, anche altri sistemi per condividere link: cliccando su “more” vi presenterà altri link a servizi come Digg, Delicious, Facebook, ed altri, mostrando che Google non necessariamente vi obbliga ad usare i propri servizi, ben sapendo che arriva decisamente tardi in questo settore.
Mentre state inserendo il link, Shared Stuff vi informerà anche quante persone l’hanno già inserita tra gli elementi da condividere.

La pagina che raccoglierà gli elementi che avrete condiviso presenta anche una sorta di profilo personale sulla colonna di destra, in cui potrete anche inserire alcuni link personali.
Ogni pagina ha chiaramente il suo feed RSS in modo da poter essere aggiornati dei nuovi inserimenti.
E’ possibile anche eseguire delle ricerche tra i link che vengono pubblicati: ad esempio si possono eseguire ricerche per tag (es. web), o per dominio (es. google.com)
Rimane da vedere come questo sistema di bookmarking sociale si integrerà con il già esistente Google Bookmarks e con Google Notebook, un servizio che inizialmente avevo sottovalutato ma che si presta a molti utilizzi.
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“Il celebre quotidiano americano afferma che il proprio sito web e parte dell’archivio verrà reso di pubblico dominio. In precedenza alcune aree e alcuni approfondimenti erano disponibili solo a pagamento”
Il New York Times annuncia: da domani tutte le risorse web del proprio giornale saranno gratuite. Alcune sezione del sito, alcuni editoriali e vari articoli di approfondimento erano disponibili solo previa sottoscrizione di un apposito contratto dal costo di circa $8.00 al mese.
Il giornale cambia strategia e, come annunciato in un comunicato ufficiale, metterà a disposizione anche gran parte del proprio archivio. Solo alcune parti di esso resteranno accessibili esclusivamente a pagamento. Il New York Times non ha imbarazzo nell’ammettere che l’iniziativa legata alla sottoscrizione di un abbonamento per accedere ad alcune aree web ha dato risultati inferiori alle attese e, quindi, è stato scelto un importante cambio di rotta.
Nella nota distribuita vengono brevemente sintetizzate le motivazioni che hanno spinto il giornale a cambiare idea e, tra le molte giustificazioni per le errate previsioni, viene rilevato come il traffico web e il numero di utenti sia cresciuto con tassi elevati. Vivian L. Schiller, senior vice president e general manager del New York Times web, afferma che, soprattutto, a non essere previsto è stato il notevole traffico portato da Google e Yahoo.
Il New York Times intende rifocalizzare il proprio modello economico nei confronti del puro advertising online e, indubbimante, i 13 milioni di utenti unici stimati da Nielsen/NetRatings possono essere un valido punto di partenza. Gli attuali sottoscrittori del servizio verranno rimborsati proporzionalmente a quanto pagato.
Altri giornali americani hanno effettuato o stanno valutando la medesima conversione annunciata dal New York Times. Solo il Wall Street Journal per il momento resta ancora legato a un modello economico che per il momento ha dato scarsi risultati.
Fonte : http://www.hwupgrade.it
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Le reazioni di Microsoft alla sentenza di ieri del Tribunale europeo di prima istanza sono state decisamente pacate. Brad Smith, vice presidente e general counsel di Microsoft, ha espresso gratitudine per l’impegno della Corte e rimandato considerazioni più approfondire alla completa lettura della sentenza.
“Penso che la decisione dia chiaramente alla commissione un ampio potere discrezionale”, ha dichiarato Smith. Insomma, a suo parere anche altri colossi, come Apple, Google o IBM, d’ora in poi dovranno fare attenzione alle loro strategie di espansione.
“Lasciatemi essere chiara, signori e signore, c’è un’azienda che dovrà smettere di comportarsi illegalmente dopo questa sentenza, e si tratta di Microsoft”, ha dichiarato Neelie Kroes, il Commissario per la concorrenza UE. “La corte ha confermato la visione della commissione, che ha riscontrato nei comportamenti di Microsoft un danno per i consumatori. È un chiaro segnale che le aziende superdominanti non possono abusare della loro posizione nei relativi mercati per frenare l’innovazione dei competitor “.

“In futuro, quando integreremo nuove funzionalità su Windows, dovremo comportarci in modo diverso dopo questa sentenza. Comunque almeno per ora non è il caso di giungere a conclusioni affrettate”, ha concluso Smith.
Entro 60 giorni si scoprirà se Microsoft ha intenzione di appellarsi o accettare di buon grado di pagare la multa milionaria – e aggiornare i suoi prodotti per soddisfare le richieste UE.
Fonte : http://www.tomshw.it
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Social Wallpapering è una community che permette ai suoi utenti di condividere e scaricare migliaia di sfondi per il proprio desktop. E’ possibile dare un voto ai wallpaper presenti e scaricarli tutti insieme via bittorrent.
Se invece siete degli artisti del wallpaper potete pubblicare i vostri lavori, sperando grazie ai buoni voti dei numerosi utenti di finire in homepage.
Fonte : http://www.downloadblog.it
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