Pochi giorni fa è uscita sul mercato una distribuzione Linux che è destinata a far molto discutere per la sua somiglianza (grafica) al concorrente numero uno del mondo Open Source: Windows Vista.
Vixta, cosi è stata “fantasiosamente” ribattezzata, ha messo a segno così quello che potrebbe essere un duro e forse più significativo colpo all’antagonista Microsoft. Una distribuzione che punta a conquistare quella nicchia di mercato, o parte di essa, da sempre legata al sistema operativo di casa Redmond.
Vixta infatti si pone come distribuzione di riferimento per quanti volessero approcciarsi al mondo open source, quel mondo che ancora per molti si basa su sistema operativo “difficile” da usare. Ma Vixta con questa nuova release aggiunge ai suoi ben più noti pregi un’interfaccia grafica “eye candy” (basata sulle GUI KDE) pressochè identica a quella del concorrente quasi omonimo. I due sistemi operativi, all’occhio dell’utente identici, mantengono comunque le proprie caratteristiche fisiche e la nuova distribuzione Fedora-based è in tutto e per tutto un sistema Linux.
Vixta cerca così di far suo quel bacino d’utenza da sempre legato a Windows ed alle sue finestrelle proponendo loro un sistema operativo dalla grafica pressoché identica, gratuito, più sicuro e prestante. Il nuovo sistema operativo, “copia” l’antagonista anche nel nome ma questo suo punto di forza potrebbe invece diventare un autogol qualora, e sicuramente non tarderà a farlo, Microsoft ricorrerà alle vie legali.
Insomma resta da capire se la nuova distribuzione sia stata concepita per conquistare parte del mercato in mani nemiche, oppure solo per impaurirla ed infastidirla. Sicuramente Vixta riuscirà in entrambi gli intenti e chissà che non dia l’inizio ad una vera e propria rivoluzionare nel mercato.
Quel che è certo è che da giorni il sistema operativo si apre… a nuovi punti di VISTA.
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Sono due gli scienziati che hanno scoperto il principio della magnetoresistenza gigante (GMR), fenomeno che si basa sulle proprietà quantistiche degli elettroni che si muovono (”spin”) in diverse direzioni in base a circostanze diverse, producendo variazioni nella resistenza utilizzate per immagazzinare i dati.
In parole povere (e umane), grazie a questa tecnologia è stato possibile miniaturizzare gli hard disk per dispositivi mobili, aprendo di fatto la strada ai vari lettori multimediali, iPod e telefoni cellulari di ultima generazione in grado di immagazzinare notevoli quantità di dati.
Così il francese Albert Fert e il tedesco Peter Gruenberg hanno vinto il Nobel per la fisica 2007 per il loro lavoro sulla nanotecnologia, prestigioso premio da 10 milioni di corone svedesi (1,54 milioni di dollari).
Circondati dai giornalisti in quel di Parigi, il sessantanovenne Fert si è intrattenuto con alcuni ragazzi: “Vi piace la fisica?”, ha chiesto lo studioso, dicendo loro di aver appena vinto il Nobel. “Se riuscite ad ascoltare la musica sul vostro lettore MP3 è un po’ anche grazie al lavoro che abbiamo fatto”.
Signori…chapeaux!
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EasyBCD è un ottimo bootloader gratuito progettato per il sistema operativo Windows Vista. Il software permettere di manipolare il bootmanager di Vista in modo di far coesistere, e scegliere cosa far partire, Vista e gli altri sistemi operativi Microsoft, Linux, Mac OS X, BSD.
Fonte : http://www.wintricks.it
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Nei giorni in cui PayPal affronta una serie di problemi legati ad un aggiornamento della propria piattaforma, un’altra piccola scossa arriva a smuovere il business consolidato dell’azienda controllata da eBay: la scorsa settimana è stato pubblicato il testo di un brevetto depositato nel febbraio del 2006, contenente le specifiche di un nuovo progetto di Google per un sistema di pagamento via SMS.
Il servizio, per il momento soprannominato Gpay, descrive un meccanismo non del tutto originale: un acquisto qualunque, dalla spesa al supermercato allo snack al distributore automatico, potrà essere pagato con un semplice invio di un messaggio di testo dal cellulare. In pochi secondi un avviso giungerà al destinatario informandolo dell’avvenuto pagamento e il bene pattuito potrà essere erogato. Lo scorso marzo PayPal aveva lanciato un servizio analogo, che tuttavia parrebbe non aver ancora ottenuto il successo sperato.
Ma se l’idea che c’è alla base di Gpay, che qualcuno già ha ribattezzato Gbuy per problemi di marchio, non è proprio nuovissima, unita alle voci ricorrenti su un possibile cellulare made in Google in arrivo entro il 2008 fa decollare le prospettive di questo affare. Secondo i rumors che si diffondono online, BigG avrebbe puntato più sulle funzioni software che sull’aspetto e la tecnologia del telefono: integrare un sistema di pagamento semplice da usare, e indipendente dall’operatore utilizzato, potrebbe garantire al pagamento via SMS una spinta fino ad oggi sconosciuta.
Se poi venissero confermate anche le indiscrezioni che vogliono una antenna GPS integrata nel Gphone, il discorso si potrebbe allargare al cosiddetto marketing di prossimità, cioè la pubblicità localizzata che secondo gli addetti ai lavori costituirà la next big thing nel campo dell’advertising.
Così facendo BigG potrebbe riuscire a riunire diversi punti di forza per il lancio del suo cellulare: una killer application come Gpay, la classica ricerca attraverso una interfaccia semplificata e diretta per il proprio motore, un browser sullo stile di quello già visto nell’iPhone e, naturalmente, la posta elettronica di Gmail. Senza contare che le entrate per Mountain View sarebbero garantite dalla pubblicità.
Fonte : http://www.pitelefonia.it
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