Chi l’ha detto che la Fonera è incompatibile con i Modem ADSL USB ?
Si può fare e lo spiego in questo video !!!
Unico inconveniente : avere un pc accesso 24/24 ore !!!
Anzi dopotutto non e’ proprio un inconveniente dato che molti come me hanno il pc acceso anche 25 ore su 24 !!!
Ecco a voi un servizio molto inutile ma molto divertente !!!
Ecco l’idea di File-Swap.com :
Tu uploadi un file (Give one file) e ne ricevi uno random da quelli che altri hanno caricato (Get one free).
Il file che ricevte potete valutarlo Good o Bad.
Potete caricare qualunque file (foto, wallpaper, file audio, icone animate, video, pdf e file di testo) : l’importante e’ che non sia protetti da copyright.
Futile e divertente al tempo stesso.
Io ho caricato il mio banner 125×125 pixel :
ed in cambio ho ricevuto questa immagine che ho valutato Good :
Interessante proposta dell’Università Federico II di Napoli. Al via tramite Internet, o sul proprio iPod le lezioni online. E’ disponibile gia’ da qualche settimana per gli studenti e, da oggi, sara’ aperta a tutti i navigatori del Web.
Il progetto si chiama “Federica” e per ora prevede lezioni di 52 corsi, articolate attraverso schede grafiche, link utili per gli approfondimenti e, soprattutto, con la spiegazione a viva voce dei docenti.
Questo è più o meno il messaggio di USAToday, che afferma: “I problemi per Internet inizieranno nel 2010, poiché l’utilizzo di servizi video e interattivi sovraccaricheranno le infrastrutture di comunicazione su cui viaggiato i dati”.
Secondo questi studi, gli ISP (Internet Service Provider) dovranno investire 55 miliari di dollari se vorranno evitare questa crisi. Per gli utenti i primi sintomi dell’olocausto virtuale saranno dei blocchi e dei disservizi intermittenti che non permetteranno di visualizzare siti, o di usare strumenti del web. Per esempio, sarà necessario più di un tentativo per convalidare un acquisto online, o riprodurre un video da YouTube impiegherà più tempo per caricarsi.
Questi studi sono stati effettuati dalla società Nemertes Research, prendendo come campione i dati relativi agli Stati Uniti. Le cose a casa nostra dovrebbero andare anche peggio. La stragrande maggioranza dell’infrastruttura delle telecomunicazione italiana, su cui viaggiano i dati di Internet, è vecchia di decenni e, specialmente in alcune zone del paese, arranca e ha difficoltà ad offrire un servizio decente.
Uno studio condotto per conto della OPA, la Online Publishers Association Europe, ha messo a confronto abitudini e preferenze degli utenti del web europei, che navigano dal luogo di lavoro, in sei paesi specifici: Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Svizzera.
Quello che emerge è la preminenza del mezzo anche in orario serale, finora dominato tradizionalmente dalla televisione.
I dati raccolti rivelano che il 73 per cento degli utenti va online tutti i giorni. E le visite durante il prime time serale sono molto cresciute negli ultimi anni, arrivando oggi al 67 per cento.
Dopo l’ondata di proteste che in rete sono immediatamente partite alla volta del Governo, reo di aver approvato in Consiglio dei Ministri e inviato alle camere un decreto legge che minacciava la libertà di espressione della rete, arriva la risposta del Ministro delle Comunicazioni.
“Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog.”, afferma Gentiloni sul suo blog. “Il testo del decreto legge è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog.
Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.”
Una assunzione di responsabilità “per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo” ed una retromarcia completa su questo decreto legge, rappresentano una piccola vittoria da parte della rete e della blogosfera italiana.
Pochi giorni fa è uscita sul mercato una distribuzione Linux che è destinata a far molto discutere per la sua somiglianza (grafica) al concorrente numero uno del mondo Open Source: Windows Vista.
Vixta, cosi è stata “fantasiosamente” ribattezzata, ha messo a segno così quello che potrebbe essere un duro e forse più significativo colpo all’antagonista Microsoft. Una distribuzione che punta a conquistare quella nicchia di mercato, o parte di essa, da sempre legata al sistema operativo di casa Redmond.
Vixta infatti si pone come distribuzione di riferimento per quanti volessero approcciarsi al mondo open source, quel mondo che ancora per molti si basa su sistema operativo “difficile” da usare. Ma Vixta con questa nuova release aggiunge ai suoi ben più noti pregi un’interfaccia grafica “eye candy” (basata sulle GUI KDE) pressochè identica a quella del concorrente quasi omonimo. I due sistemi operativi, all’occhio dell’utente identici, mantengono comunque le proprie caratteristiche fisiche e la nuova distribuzione Fedora-based è in tutto e per tutto un sistema Linux.
Vixta cerca così di far suo quel bacino d’utenza da sempre legato a Windows ed alle sue finestrelle proponendo loro un sistema operativo dalla grafica pressoché identica, gratuito, più sicuro e prestante. Il nuovo sistema operativo, “copia” l’antagonista anche nel nome ma questo suo punto di forza potrebbe invece diventare un autogol qualora, e sicuramente non tarderà a farlo, Microsoft ricorrerà alle vie legali.
Insomma resta da capire se la nuova distribuzione sia stata concepita per conquistare parte del mercato in mani nemiche, oppure solo per impaurirla ed infastidirla. Sicuramente Vixta riuscirà in entrambi gli intenti e chissà che non dia l’inizio ad una vera e propria rivoluzionare nel mercato.
Quel che è certo è che da giorni il sistema operativo si apre… a nuovi punti di VISTA.
Acrobat Reader e Acrobat Pdf sono “bacati”. Parola della stessa Adobe, che ha annunciato qualche giorno fa che i software utilizzati da milioni di persone in tutto il mondo per leggere o creare files Pdf contengono falle che rendono i computer vulnerabili agli attacchi.
Le falle, ha riferito l’azienda, dovrebbero interessare solo i computer su cui gira il sistema operativo Windows Xp di Microsoft e il browser Internet Explorer 7. Adobe sta già lavorando a una patch, che però non sarà disponibile prima della fine di ottobre.
Solo pochi giorni fa la stessa Adobe aveva parlato di “problemi critici” nelle versioni di tre programmi di progettazione, GoLive, Illustrator e Pagemaker, ma in quel caso aveva prontamente risolto il problema.
Il ministro Gentiloni ha finalmente dato il via libera alla procedura per l’assegnazione delle frequenze per il sistema WiMax nella banda 3.4-3.6 GHz (banda 3.5 GHz).
Tramite l’utilizzo di questa tecnologia, che sfrutta la propagazione via radio della “banda larga” cercherà di risolvere le problematiche di copertura di aree geografiche più difficilmente raggiungibili o attualmente poco remunerative per gli operatori.
La riduzione del digital divide sarà così inseguita tramite connessioni ad alta velocità alle reti di telecomunicazioni (fino a 74 Mbit/s), in un raggio di circa 50 chilometri dal singolo punto di propagazione (rispetto invece alle poche decine di metri della tecnologia WiFi).
Chris Harrison ha creato 4 suggestive mappe di Internet, disponibili per il download anche in alta risoluzione e con sfondo bianco.
Delle due che ho inserito sopra, la prima rappresenta la densità della connessione mondiale e la seconda i legami delle connessioni tra le città del mondo (clicca sulle immagini per ingrandire).
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